Commenti a "Training" di Manuela Cencetti


 e107    10 mag 2004 : 00:00
 Nessuno    compleanni

di Laura Gotti

di Laura Gotti
Quando ho colto che si parlava di treni e di viaggi, non so perchè, ma mi è venuto in mente la noia che infonde Giulio Mozzi nei suoi Padova-Milano o nei suoi giretti per conferenze e promozioni che sdilinquiscono decine di lettori nel sul blog. Mi annoiano a morte, sto minimalismo mal scritto fatto di scambi banali di commenti con il controllore.
Mi sbagliavo. Sono reduce da 11 pagine di un ottimo racconto. Ha ritmo, è ben scritto, il periodare sintetico lo rendere molto simile alla sceneggiatura di un film. E' un racconto d'immagine: immediatamente si visualizza lo scompartimento lurido del treno e Ny bocca di rosa. Una volta terminato, ti rimane dentro l'odore delle stazioni e il calore del vino rosso ti scalda l'anima.
Trapela il romanticismo delle storie d'amore non romantiche ben chiare a tutte le donne di media intelligenza: "sarò romantica, ma più che altro sono un'idiota emotiva" (pag. 8 ) è una dichiarazione d'intenti, ben prima che un'affermazione. L'ironia malinconica e e la descrizione di un'umanità del secondo mondo, in contrapposizione al primo, fatto di treni lindi e di zainetti di marca, avvolge il lettore.
Il tema del viaggio come crescita personale è, forse, un po' comune ma, qui, viene trattato con una circolarità di un'intelligenza sottile. Assomiglia a un giorno palindromo, che nasce difficile e pieno di paranoie con una donna intenta a fissare il buio del finestrino, e poi finisce facile, come il sole che crolla dietro ai monti. Un'altra scelta è stata fatta.
Bravissima questa autrice, con una bella idea finalmente scritta in un linguaggio semplice, per finta. Lo dimostrano i dialoghi scarni, eppure curatissimi che lasciano trasparire la non voglia di comunicare della protagonista.
Da leggere.


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