Rece di "Chi ha ucciso i Talk Talk" su "Caffè del Teatro" di Parma


 e107    24 set 2007 : 22:30
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Una bella recensione del potente romanzo di Saverio!

Una bella recensione del potente romanzo di Saverio! Ci fa piacere che continui a essere "visto" e segnalato in giro a così lunga distanza dalla sua uscita, testimonia la sua forza.

Ma che fine hanno fatto i Talk Talk? Saverio Fattori e i suoi anni 80
di Massimiliano Ferrari

Gli anni Ottanta..? e chi li conosce. Un non-decennio, o come hanno scritto i Wu Ming una condizione mentale. E di cose ne sarebbero successe a volerle raccontare in quegli anni. Purtroppo la letteratura italiana non vanta grandi frequentazioni con il periodo suddetto.
Sono pochi i romanzi che abbiano attinto a un decennio fecondo di storie e trame da riportare, penso a gli ultimi giorni di Lucio Battisti di Igino Domanin,ad Atomico Dandy di Piersandro Pallavicini oppure a Romanzo Criminale di De Cataldo, che attraversa con la sua materia epica i Settanta e gli Ottanta.

Ma in mezzo cosa rimane? Un buco nero nel quale la storia italiana, già di per sé non particolarmente rettilinea, si perde fra rivoli neri e rossi di sangue.
Chi ha ucciso i Talk Talk, falsa biografia autorizzata di Marco Orea Malià di Saverio Fattori parte proprio da questo constatazione,che gli Ottanta siano appunto un decennio fantasma,gli anni del riflusso, in cui si doveva tornare alla normalità, dimenticare gli incubi del passato e godersi la vita.
Fattori apre uno squarcio negli 80’s, cerca di risolvere i conti, le paranoie e le paure che si trascina(no) dietro da quel periodo e lo fa usando come volano narrativo Marco Orea Malià, parrucchiere (riduttivo..) della Bologna degli anni Ottanta, inventore di stili e curatore d’immagine di Vasco Rossi, i Righeira, Patrizio Roversi e Siusy Bladi e degli Skiantos di Freak Antoni. Il messia dell’edonismo che in quei anni era la regola aurea della gioventù uscita dalle contestazioni e dagli eccessi dei Settanta. Insomma uno che gli Eighties gli ha vissuti da protagonista,gestiti e superati, riuscendo a non rimanerci impantanato dentro. Un sopravvissuto.
La spina dorsale del libro è tutta qui: Orea Malià viene avvicinato, sul finire dei Settanta, da un oscuro e non meglio precisato agente segreto, tale Renato Bandiera, uomo di destra per nascita, formazione e idee. R.B. (come verrà presentato sempre nel libro) ha un piano semplice: far si che il futuro prenda una piega diversa dal passato recente. Basta giovani barbuti e capelloni che scendono in piazza, basta attacchi con molotov o voglia di rivoluzione ad ogni piè spinto.
No, la nuova gioventù dorata e sedata dovrà ascoltare musica new romantics, avere una nuova immagine, dovrà stare lontana da ogni inquietudine politica. Che pensino ad altro, si divertano, magari si droghino ma niente rompi coglioni di sinistra.
E chi meglio di una promessa dell’hair styling può essere utile alla causa?
Chi ha ucciso i Talk Talk è un libro che cambia pelle, muta forma ad ogni lettura. Per questo un consiglio: non state a rompervi la testa per etichettarlo in qualche pseudo-genere, il libro di Fattori a volte può sembrare un finto noir complottistico-paranoide (parola dell’autore…) a volte altro.
Fattori costruisce una storia in cui le camere stagne della realtà e della finzione non siano così impermeabili e i contenuti delle due si mescolino, lascia che si avvelenino a vicenda, creando una storia ribollente, travagliata, tagliente.
Il titolo di per sé è già emblematico di questo lavoro, una falsa biografia autorizzata. Lo stesso autore sottolinea questa idea di letteratura, mai totalmente finzione né autobiografia.
Un appunto finale: il libro è pubblicato sotto la dicitura copyleft, quindi è possibile trovarlo anche in rete e scaricarlo ma non fate gli spilorci e compratevelo.

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